I 5 migliori locali “gourmet” trovati in giro per Roma


Di ristoranti a Roma ce ne sono tanti e diversi fra loro, ma questi sono “il meglio del meglio” nel loro genere: ecco le chicche che abbiamo scovato per voi!

Roma vanta un numero notevole di locali e ristoranti dove mangiare bene, questo non si può negare. Negli ultimi tempi sono nate tante realtà gastronomiche di alto livello, che tendono a puntare sempre più alla qualità delle materie prime e a creare esperienze culinarie alternative e interessanti. Scegliere quindi il locale giusto diventa sempre più difficile: l’imbarazzo della scelta è grande. Ecco però che entriamo in scena noi: siamo andati alla ricerca dei migliori locali gourmet romani…e ovviamente li abbiamo trovati!

Qui vi presentiamo i primi cinque, quelli che ci hanno colpito di più per atmosfera e menù, diversi tra loro ma accomunati dallo spessore delle proposte culinarie. La lista ovviamente è in continuo aggiornamento, ma per ora…buon appetito!

Posizione n. 5 – Sbanco – Pizza, ma gourmet

Ideato dallo chef Stefano Callegari dopo Sforno, Tonda e Trapizzino, Sbanco offre l’accoppiata invincibile di pizza gourmet e birra artigianale. Formato da un ambiente unico con vetrata che dà sulla strada, Sbanco ha un forno a legna a vista, tavoli e un enorme bancone dove mangiare o bere una pinta fresca. Ci sono ben 13 birre alla spina e 2 a pompa, molte delle quali italiane: Brewfist, Toccalmatto, Ventoforte, Free Lions etc. Passando al discorso pizze, c’è veramente da perdere la testa (e il peso-forma): Carbonara, Cacio e pepe, Arrabbiata, Stracciatella, Insalata di Porchetta e tante altre che si alternano sul menù di Sbanco. Anche gli antipasti e i fritti meritano: supplì alla porchetta, arancino con pollo e peperoni, animelle e broccoli e tanto altro da leccarsi i baffi e la barba.

Posizione n. 4 – Roscioli – La qualità prima di tutto

Il motto del ristorante Roscioli è “Prima della cucina… c’è la materia prima”. Gli ingredienti, infatti, sono quelli che lasciano senza fiato al solo passare davanti alla vetrina del banco della pizzicheria. Una volta entrati dovrete scegliere se assaggiare l’incredibile offerta di salumi e formaggi e accompagnarli da una bottiglia di buon vino, oppure sedervi nella zona ristorante, ricca di piatti romani. Qui è il paradiso della tradizione “made in Italy” e non solo: carbonara, cacio e pepe con pecorino romano, polpette al sugo con riccioli di ricotta sono accompagnati da fois gras e quaglie ripiene con funghi e castagne. La proposta del ristorante è incentrata sulla ricerca, la semplicità e la valorizzazione degli ingredienti. Qui è un tripudio di prodotti di eccellente qualità, selezionati negli anni con grande cura e passione.

Posizione n.3  Va.Do al Pigneto – Creatività e stile

Una delle ultime novità gastronomiche in quel del Pigneto, Va.Do propone una cucina creativa. La sala è illuminata da lampadari vintage, arredata con poltrone, sgabelli retrò, mattoncini a vista sulle pareti, tavoli e sedie in legno. Come si incontrano gli stili nell’arredamento, così fa anche la cucina, che sincronizza il classico all’innovativo.
Il menù prevede come d’abitudine antipasti, primi e secondi: si può partire con qualche fritto (mortadella croccante, melanzana dal cuore caldo, foglie di griglia, tartare, oppure una selezione di salmone, spigola e tonno con verdure croccanti in tempura). Si continua con paccheri alla Nonno Ladro (crudo di zucchine, colatura di alici di Cetara burrata e bottarga di muggine), la pasta dell’Oste (fettuccine fresche con piccante, pomodoro e basilico), ravioli di limone e ricotta con primavera di verdure e zeste di pompelmo.
Tra i secondi spicca l’Orecchia d’elefante (doppia cotoletta di vitello da latte italiano di circa 1 kg, panata e fritta), ma anche Il vecchio e il mare (filetto di spigola in guazzetto di pomodori, olive taggiasche e capperi) e Come a Parigi (tournedos di salmone con rucola croccante e senape). I dessert sono tutti grandi classici fatti a regola d’arte. Una meraviglia.

Posizione n. 2 – La Barrique – Vini e sopraffini

In via del Boschetto, nel rione Monti troviamo un’enoteca di qualità che ha arricchito di recente il suo menù con alcuni piatti di livello. Barrique a Monti è una sicurezza: si mangia ai tavoli di legno, mentre si rimirano gli scaffali ricolmi di bottiglie di vino. Ottima l’offerta dei vini, da lodare anche l’offerta al bicchiere, che affianca etichette più economiche ad altre di alto livello. Per accompagnare il bere ci sono dei taglieri di formaggi vaccini e caprini del Lazio a diversa stagionatura, dei crostoni di pane e anche piatti di carne succulenti come la tagliata con patate e porcini. Per chi vuole mangiare qualcosa di più elaborato ci sono le pepite di pollo con salsa di peperoni, millefoglie di melanzana e burrata, la tartare di manzo, cacio e pepe, linguine con alici, limone, pinoli, capperi e uvetta, polpette al vino bianco, lonzino e filetto di ombrina e friggitelli. Consigliamo di prenotare la saletta con le poltrone, piccola e deliziosa.

Posizione n.1 – Bistrot 4.5 Amsterdam – Estro e tradizione

Nel quartiere dell’Eur, la cucina del Bistrot 4.5  fa riscoprire i profumi e colori delle cose buone, per davvero.  In un ambiente arredato in stile “shabby chic”, la tradizione della cucina laziale viene esaltata dalla scelta di materie prime locali e di alta qualità, dando però libero sfogo alla creatività dello chef Guido Boemio, il re dei fornelli. Qui si alternano prodotti DOC e DOCG, una selezione accurata di etichette di vini italiane e francesi, oltre alle paste artigianali di Benedetto Cavalieri e del pastificio Verrigni.  Si inizia con tartare di vitello, luppolo, anacardi e pomodoro, oppure muggine con finocchi, bottarga e pompelmo rosa. Si continua con i carboidrati: tortelli di arzilla, cavolo nero e cicerchie, ma anche linguine con polpo, coppiette e porro. Da provare la gallinella in guazzetto di peperoni e olive e la ricciola con scarola, pistacchi e mosto d’uva (una delizia per tutti i sensi). Ultimi ma non ultimi, i dolci, per finire in bellezza: semifreddo con amaretti, vaniglia e caffè, oppure cioccolato con meringa, capperi e peperoncino.
In poche parole: il tripudio dell’originalità.

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